Una volta un cliente ci ha mandato una cartella: atto costitutivo, sentenza di un tribunale, visura camerale. Ogni documento era autentico, preciso, e inutile per lo scopo che aveva in mente.
Wikipedia distingue fra fonti primarie e secondarie, e non è un tecnicismo. Una fonte primaria è vicina all’evento: un atto, un contratto, una trascrizione, un certificato. Può confermare un fatto una volta che una fonte secondaria lo abbia già trattato come degno di nota. Da sola, non può stabilire che quel fatto parli della rilevanza del soggetto.
Qualsiasi interpretazione di una fonte primaria richiede una fonte secondaria attendibile che la sostenga.
È qui che una cartella ben organizzata smette di aiutare. Una visura camerale prova che una società è stata costituita in una certa data; non dice nulla sul fatto che qualcuno di indipendente abbia ritenuto quella costituzione degna di essere raccontata. Il documento sostiene una frase. Non la giustifica.
Il nostro consiglio va contro l’istinto di portare altre carte. Cercate prima l’analista che ha già letto l’atto, il cronista che ha già seguito la sentenza, lo storico che ha già citato la trascrizione. Costruite la voce su ciò che hanno scritto loro, e usate il documento primario solo per verificare una data o un nome, una volta che quel racconto secondario esiste già.