La biografia di un cliente è stata cancellata al termine di una discussione durata due settimane, chiusa sei a due a favore della rimozione: l'amministratore che l'ha chiusa ha scritto che le fonti in voce erano per lo più interviste e riprese di comunicati stampa travestite da profili. La prima reazione del cliente è stata di rilanciare: «Portiamola in revisione. Questa volta argomentiamo bene il caso.»
Una revisione della cancellazione non è un secondo tentativo dello stesso argomento davanti a un pubblico nuovo. La linea guida ne delimita lo scopo con precisione: verificare se chi ha chiuso la discussione l'ha letta correttamente, se la procedura stessa è stata corretta, oppure se sono emerse informazioni davvero nuove da quando la voce è stata rimossa. Non riapre la domanda se il soggetto meritasse di restare, una volta che quella domanda ha già ricevuto la risposta prevista dalle policy.
La revisione delle cancellazioni non è la sede per riargomentare una discussione nella speranza di un esito diverso. Serve a verificare che una decisione abbia seguito le policy, non a decidere di nuovo se quella decisione fosse corretta.
Prima di accettare di presentare qualcosa, abbiamo letto la discussione chiusa. Chi l'aveva chiusa l'aveva letta bene. Dei due commenti «mantieni», uno citava un'intervista, l'altro non citava nulla; nessuno dei due affrontava il problema delle fonti sollevato dal proponente. Portare quel caso in revisione avrebbe consumato l'unico ricorso disponibile su una discussione priva di vizi reali — e un nuovo gruppo di revisori, di fronte alle stesse fonti fragili, difficilmente sarebbe arrivato altrove.
Ciò che era davvero cambiato stava fuori da quella discussione. Nei cinque mesi successivi alla cancellazione, due testate di settore regionali avevano pubblicato profili del cliente che non comparivano da nessuna parte nel dibattito originale, scritti di propria iniziativa, senza alcun coinvolgimento suo o nostro. Questa sì è un'informazione nuova nel senso inteso dalla linea guida, e apre una porta diversa dalla revisione: una nuova bozza, costruita attorno alle fonti fresche, presentata di nuovo ad Articles for Creation, la coda di revisione delle nuove voci di Wikipedia, non riargomentata dentro quella vecchia.
Perciò, quando un cliente ci chiede di fare ricorso contro una discussione chiusa, la prima cosa che leggiamo è la motivazione di chiusura, non le ragioni del soggetto. La revisione delle cancellazioni chiede se quella decisione sia stata presa correttamente. Non chiede se al cliente sembri giusta, e nessuna quantità di frustrazione da parte sua sposta revisori addestrati a pesare solo ciò che è già agli atti. A spostare un esito è qualcosa che chi ha chiuso la discussione non ha mai avuto modo di vedere.